"Per voi il cinema è spettacolo, per me è quasi una concezione del mondo" (Vladimir Majakovskij)
Se il mondo ideale è quello reale, noi cosa siamo? Siamo Immagini sbiadite, proiezioni, comparse in una realtà che, infine non ci appartiene mai (Antonio Chiaravalloti, insegnante di filosofia)
Attraverso lo specchio
La mia immagine nei vostri occhi:
"Tu devi capire che non vivi in un film degli anni '30!"
Carlo Chiocca, insegnante di astronomia
"Tu sei splendida, ma per un foto pubblicitaria,non per andare per strada. Potresti sponsorizzare una cirpria impalpabile chiarissima sia mi vengon in mente quelle ciprie Chanel dove devi fare attenzione basta un soffio e si spargono tutte...(infatti le mie hanno fatto tutte quella fine ..anche quelle oro di YSL) perchè anche tu sei impalpabile...bianca..troppo bianca...La tua carnagione chiarissima si fonde con il colore degli abiti con i merletti del sottogonna e con l'ombrellino dannunziano."
Carla
"Tu sei sempre perfetta"
Matteo Manobianco
"Che anarchica nell'anima!" Paolo Nardini, insegnante di fisica
Fevers and Mirrors
Amo: La filosofia, la letteratura, il cinema, i libri, l'arte, scrivere,la riflessione, le virgole, l'inverno, le persone che hanno qualcosa da dire e preferiscono dirlo sottovoce piuttosto che urlare, Enrico Ghezzi, la Francia e la cultura francese, l'immaginario della Nouvelle Vague, il decennio 1960 e tutto ciò che lo riguarda, Eero Arnio, André Courrèges, i nasi aquilini, Vidal Sassoon, gli Einaudi Tascabili, le reflex Canon, Hedi Slimane,i broccoli
Non Amo: il pragmatismo, l'utilitarismo, chi agisce e riflette secondo ideali di partito,il militantismo, la stereotipizzazione, l'ignoranza consapevole, i microcosmi insalubri, l'idiosincrasia, i punti esclamativi (specialmente se accostati a punti interrogativi), gli errori riguardanti i tempi verbali, la gente ingorda e/o golosa, il junk food (leggi le schifezze alimentari), Paolo Mereghetti
Soprattutto provo un profondo disprezzo verso le persone che non rispettano i libri: da chi fa le orecchie alle pagine fino ai blasfemi che strappano le pagine perchè "il resto del libro non gli interessa". Neanche il peggiore dei libri meriterebbe un tale trattamento. Vergognatevi.
Melodie
Essenzialmente: Air . Beck . Bénabar . Benjamin Biolay . Bob Dylan . Brian Eno. Bright Eyes . Charles Trenet . Damien Rice. David Bowie . Edith Piaf . Ella Fitzgerald . Eric Clapton. Fabrizio de André. Fiona Apple . Francesco Guccini . Franco Battiato . Françoise Hardy . Franz Ferdinand . Fryderyk Chopin . Georges Brassens . Glenn Miller . Jacques Brel . Jarvis Cocker . Johannes Brahms . John Coltrane . Joni Mitchell . Joy Division . Keren Ann . Leonard Cohen . Lou Reed . Luigi Tenco . Manic Street Preachers . New Order . Nick Drake . Nico . Noir Désir . Patrick Wolf . Patti Smith . Pink Floyd . PJ Harvey . R.E.M. . Radiohead . Rufus Wainwright . Serge Gainsbourg . Sigur Rós . Simon & Garfunkel . Sleater Kinney. Sonic Youth . Syd Barrett . Talking Heads . The Animals . The Beatles . The Clash . The Cure . The Doors . The Hives . The Jam . The Kills . The Kinks . The Organ . The Puppini Sisters . The Rolling Stones . The smiths . The Velvet Underground . The White stripes . The Who . Them and Van Morrison . Theoretical Girl . Thom Yorke . Thomas Fersen . Le Tigre . Tim Buckley . Vincent Delerm . Wilco .
Nel Giradischi:
Sigur Rós - Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust (2008)
Fotogrammi
(Nouvelle Vague e figli) Philippe Garrel: Le Révélateur. La Cicatrice intérieure. Le Bleu des origines. L'enfant secret . Les Baisers de secours. J'entends plus la guitare. La Naissance de l'amour. Le Vent de la nuit. Sauvage Innocence. Les Amants réguliers .
Jean-Luc Godard: À bout de souffle (Fino all'ultimo respiro). Le Petit Soldat . Une femme est une femme (La donna è donna) . Vivre Sa Vie (Questa è la mia vita) . Les Carabiniers . Le mépris (Il disprezzo) . Bande à part (Separato Magnetico) . Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution (Agente Lemmy Caution, missione Alphaville) . Pierrot le fou (Il bandito delle ore Undici) . Masculin féminin (Il maschio e la femmina) . Made in U.S.A. (Una storia americana) . Deux ou trois choses que je sais d'elle (Due o tre cose che so di lei) . La Chinoise (La Cinese). Weekend (Week-end, un uomo e una donna dal sabato alla domenica ). Sympathy for the Devil . Tout va bien (Crepa padrone, tutto va bene) . Prénom Carmen . Histoires du cinéma.
Alain Resnais: Nuit et brouillard (Notte e Nebbia). Hiroshima mon amour . L'année dernière à Marienbad (L'anno scorso a Marienbad) . Muriel ou Le temps d'un retour (Muriel, il tempo di un ritorno). La guerre est finie (La guerra è finita). Je t'aime, je t'aime (Je t'aime, je t'aime - Anatatomia di un suicidio). La vie est un roman (La vita è un romanzo). L'amour à mort . Melò.
Jacques Rivette: Paris nous appartient. La Religieuse (Susanna Simonin, la religiosa). L'Amour fou. Out 1 : Noli me tangere . Merry-Go-Round . L'Amour par terre (L'amore in pezzi). La Belle Noiseuse (La bella scontrosa) . Ne Touchez Pas la Hache (La duchessa di Langeais).
Éric Rohmer: Ma nuit chez Maud (La mia notte con Maud). L'amour l'après-midi (L'amore il pomeriggio). La Marquise d'O... (La marchesa Von...).Pauline à la plage (Pauline alla spiaggia). Les nuits de la pleine lune (Le notti della luna piena). Le rayon vert (Il raggio Verde). Conte de printemps (Racconto di primavera). Conte d'hiver (Racconto d'inverno). Conte d'été (Un ragazzo, tre ragazze...) . Conte d'automne (Racconto d'autunno) . Les rendez-vous de Paris (Incontro a Parigi) . L'Anglaise et le Duc (La nobildonna e il Duca).
François Truffaut: Les quatre-cents coups (I quattrocento colpi) . Tirez sur le pianiste (Tirate sul pianista) . Jules et Jim (Jules e Jim) . La peau douce (La calda amante) . Fahrenheit 451 . Baisers volés (Baci Rubati) . L'enfant sauvage (Il ragazzo selvaggio). Une belle fille comme moi (Mica scema la ragazza!). La nuit américaine (Effetto Notte) . L'histoire d'Adèle H. (Adèle H, una storia d'amore) . L'homme qui aimait les femmes (L'uomo che amava le donne). L'amour en fuite (L'amore fugge). Le dernier métro (L'ultimo metrò). La femme d'à côté (La signora della porta accanto) . Vivement dimanche! (Finalmente Domenica).
(Italia) Michelangelo Antonioni: Cronaca di un amore. La signora senza camelie. I vinti . Le amiche. Il grido . L'avventura . La notte. L'eclisse. Il deserto rosso . Blow-Up . Zabriskie Point. Professione: reporter . Identificazione di una donna.
Bernardo Bertolucci: La commare secca . Prima della rivoluzione . Il conformista . Ultimo tango a Parigi . Novecento . La tragedia di un uomo ridicolo. Il tè nel deserto. The Dreamers.
Pier Paolo Pasolini: Accattone . Mamma Roma. Uccellacci e uccellini . Che cosa sono le nuvole?. Edipo re. Medea. Il Decameron . I racconti di Canterbury . Salò o le centoventi giornate di Sodoma.
Roberto Rossellini: Roma, città aperta . Desiderio . Paisà . Dov'è la libertà...? . La paura .
Luchino Visconti: La terra trema . Bellissima . Le notti bianche . Il Gattopardo . Lo straniero . La caduta degli dei . L'innocente .
(Altro) Ingmar Bergman: Det sjunde inseglet (Il settimo sigillo). Smultronstället (Il posto delle fragole) . Ansiktet (Il volto) . Såsom i en spegel (come in uno specchio) . Nattvardsgästerna (Luci d'Inverno). Tystnaden (Il silenzio) . Persona . Vargtimmen (L'ora del lupo) . Viskningar och rop (Sussurri e grida) . Scener ur ett äktenskap (Scene da un matrimonio) . Höstsonaten (Sinfonia d'autunno) . Fanny och Alexander (Fanny e Alexander).
Luis Buñuel: Un chien andalou . L'âge d'or . Los olvidados (I figli della violenza) . Susana (Adolescenza torbida) . Él (Lui) . Ensayo de un crimen (Estasi di un delitto) . El ángel exterminador (L'angelo Sterminatore) . Belle de jour (Bella di giorno) . La voie lactée (La via lattea) . Le charme discret de la bourgeoisie (Il fascino discreto della borghesia) . Cet obscur objet du désir (Quell'oscuro oggetto del desiderio) .
Krzysztof Kieslowski: Dekalog (Decalogo) . Podwójne zycie Weroniki (La doppia vita di Veronica) . Trois couleurs: Bleu (Tre colori: Blu). Trois couleurs: Blanc (Tre colori: Bianco). Trois couleurs: Rouge(Tre Colori: Rosso).
David Lynch: The Elephant Man . Dune . Blue Velvet (Velluto Blu) . Twin Peaks . Mulholland Drive . Inland Empire (INLAND EMPIRE- L'impero della mente) .
Jean Renoir: Nana (Nanà) . La chienne (La cagna) . Madame Bovary . La vie est à nous (La vita è nostra) . Les bas-fonds (Verso la vita) . La grande illusion (La grande illusione) . La Marseillaise (La marsigliese) . La bête humaine (L'angelo del male) . The Amazing Mrs. Holliday (Verso l'ignoto) . This Land Is Mine (Questa terra è mia) . The River (Il fiume) . Le caporal épinglé (Le strane licenze del caporale Dupont).
Josef von Sternberg: Underworld (Le notti di Chicago) . The Last Command (Crepuscolo di Gloria) . Der Blaue Engel (L'angelo Azzurro). Dishonored (Disonorata) . Shanghai Express . Blonde Venus (Venere Bionda) .
Jean Vigo: À propos de Nice. Taris, roi de l'eau . Zéro de conduite (Zero in condotta) . L'Atalante .
Ultimo film visto:
Aleksandr Sokurov - Il sole (2005)
Pagine
(Modernismo) Samuel Beckett: En attendant Godot (Aspettando Godot) . Fin de partie (Finale di partita) . Krapp's Last Tape (L'ultimo nastro di Krapp) . Happy Days (Giorni felici) . Not I (Non io) .
Louis-Ferdinand Céline: Voyage au bout de la nuit (Viaggio al termine della notte) . Mort à crédit (Morte a Credito) . D'un château l'autre (Da un castello all'altro). Nord . Rigodon .
T.S. Eliot: The Love Song of J. Alfred Prufrock . The Waste Land (La terra desolata) . The Hollow Men . Ash Wednesday (Il mercoledì delle ceneri) . Four Quartets (Quattro Quartetti) . Murder in the Cathedral (Assassinio nella cattedrale).
Francis Scott Fitzgerald: This Side of Paradise (Di qua dal paradiso) . The Beautiful and Damned (Belli e Dannati) . The Great Gatsby (Il grande Gatsby) . Tender Is the Night (Tenera è la notte) . The Last Tycoon (Gli ultimi fuochi) .
James Joyce: Dubliners (Gente di Dublino) . A Portrait of the Artist as a Young Man (Ritratto dell'artista da giovane) . Ulysses (Ulisse).
Franz Kafka: Die Verwandlung (La metamorfosi) . Ein Landarzt (Un medico di campagna) . Eine kaiserliche Botschaft (Un messaggio dell'imperatore) . Der Prozess (Il processo) . Das Schloß (Il Castello)
Marcel Proust: À la recherche du temps perdu (Alla ricerca del tempo perduto) .
William Butler Yeats: The Wild Swans at Coole (I cigni selvatici di Coole) . Celtic Twilight (Crepuscolo celtico) . The Tower (La torre) . The Winding Stair (Scala a chiocciola) . The Secret Rose (Rosa Segreta)
Virginia Woolf: Night and Day (Giorno e Notte) . Jacob's room (La stanza di Giacobbe) . Mrs Dalloway (La signora Dalloway) . To the lighthouse (Gita al faro) . Orlando . The waves (Le onde) .
(Esistenzialismo) Simone de Beauvoir: Le sang des autres (Il sangue degli altri) . Tous les hommes sont mortels (Tutti gli uomini sono mortali) . Les Mandarins (I mandarini) . Mémoires d'une jeune fille rangée (Memorie di una ragazza perbene) . La Force de l'âge (L'età forte) . La Force des choses (La forza delle cose) . La Femme rompue (Una donna spezzata) .
Fyodor Dostoevsky: Umiliati e offesi. Memorie dal sottosuolo. Il giocatore . Delitto e castigo. L'idiota . I demoni . L'adolescente . I fratelli Karamazov .
Albert Camus: L'Étranger (Lo Straniero) . La Peste . La Chute (La caduta) . La Mort heureuse (La morte felice) .
Alberto Moravia: Gli indifferenti. Le ambizioni sbagliate . La bella vita. Agostino . Il conformista . Il disprezzo . La ciociara . La noia . La vita è gioco . La vita interiore .
Jean-Paul Sartre: La nausée (La nausea) . Le mur (Il muro) . L'Être et le néant (L'essere e il nulla) . Les chemins de la liberté (I cammini della libertà) .
(Poets Maudits) Charles Baudelaire: Les Fleurs du mal (I fiori del male) . Les paradis artificiels (I paradisi artificiali) . Le Spleen de Paris (Lo spleen di Parigi) . Mon Coeur Mis à Nu (Il mio cuore messo a nudo) .
Arthur Rimbaud: Poésies (Poesie) . Une Saison en Enfer (Una stagione all'inferno) . Illuminations (Le illuminazioni) .
Paul Verlaine: Poèmes saturniens (Poemi saturnini) . Les Poètes maudits (I poeti maledetti) . Elégies (Elegie) .
(Altro) Giacomo Leopardi: Canzoni . Versi . Canti .
Ian McEwan: The Cement Garden (Il giardino di cemento) . The Comfort of Strangers (Cortesie per gli ospiti) . The Child in Time (Bambini nel tempo) . Black Dogs (Cani Neri) . Enduring Love (L'amore fatale) . Amsterdam . Atonement (Espiazione) . Saturday (Sabato) . On Chesil Beach (Chesil Beach) .
Eugenio Montale : Ossi di seppia . Le occasioni . La bufera e altro . Satura . Diario del '71 e del '72 .
George Orwell: Down and Out in Paris and London (Senza un soldo a Parigi e a Londra) . The road to Wigan Pier (La strada di Wigan Pier) . Homage to Catalonia (Omaggio alla Catalogna) . Animal Farm (La fattoria degli animali) . 1984 .
Cesare Pavese: Lavorare stanca . Paesi tuoi . Il compagno . La casa in collina . La luna e i falò . Verrà la morte e avrà i tuoi occhi . Il mestiere di vivere
José Saramago: O Evangelho segundo Jesus Cristo (Il vangelo secondo Gesù Cristo) . Ensaio sobre a cegueira (Cecità) . A caverna (la caverna) . O homem duplicado (L'uomo duplicato) . As intermitências da morte (Le intermittenze della morte).
Oscar Wilde: The Happy Prince and Other Stories (Il principe felice e altri racconti) . The Picture of Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray) . Lady Windermere's Fan (Il ventaglio di Lady Windermere) . Salomè . The Importance of Being Earnest (L'importanza di chiamarsi Ernesto) . The Ballad of Reading Gaol (La ballata del carcere di Reading) . De profundis .
Sul Comodino:
Mura Gaspare - Angoscia ed esistenza. Da Kierkegaard a Moltmann, Giobbe e la «Sofferenza di Dio»
& AAVV - Narradiohead
Immagine:Anna Karina in Vivre Sa Vie di Jean-Luc Godard Testo: La chanson des vieux amants di Jacques Brel
giovedì, 14 agosto 2008
Piccolo Esame di Coscienza
Chi parla l’antilingua ha sempre paura di mostrare familiarità e interesse per le cose di cui parla, crede di dover sottintendere: “io parlo di queste cose per caso, ma la mia funzione è ben più in alto delle cose che dico e che faccio, la mia funzione è più in alto di tutto, anche di me stesso”. La motivazione psicologica dell’antilingua è la mancanza di un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l’odio per se stessi. Perciò dove trionfa l’antilingua - l’italiano di chi non sa dire “ho fatto” ma deve dire “ho effettuato” - la lingua viene uccisa.
...ovvero considerazioni sconnesse da ogni punto di vista
*Gli anni ottanta sono stati una rovina da tutti i punti di vista. La nostra concezione di volgarità, la dobbiamo agli anni '80, sono pronta a scommetterci.
*La tanto conclamata cultura hipster è una sonora presa in giro, chi vive a Milano dovrebbe saperlo. Gli hipsters sono una sottocultura pretenziosa, affollano i locali più cool dei centri urbani con le loro velleità da trend-setter e la tipica espressione da "Io diventerò qualcuno, me ne andrò da qui". L'hipster è DJ, (presunto) Designer, (ancora più presunto) Architetto, o (secondo lui/lei) artista di strada, o altre occupazioni analoghe, tutte accumunate da una sorta di aurea creativa di fondo che fa sentire l'hipster molto importante e unico. L'hipster si veste in modo ribelle e controcorrente, in quella che io chiamo "sciattoneria pretenziosa", che consiste nel prendere il peggio del peggio degli anni Ottanta (e qui ritorniamo sul punto di prima) e degli anni Novanta, colori fluorescenti, tutine dei più assurdi materiali acrilici, felpe sformate, wayfarer di pessima plastica colorata, ed indossarlo vantando novità ed originalità.. Gli ascolti obbligati sono i Klaxons (e in generale tutta l'onda nu-rave creata appositamente per gli hipsters), ----- (inserire nome dell'ultima novità in campo di elettronica da club milanese), Yeah Yeah Yeahs e gli Strokes, il cui cantante è una nota icona hipster.
E' facile notare che queste entità non sono altro che l'evoluzione (regressione) dell'indie kid, che stanco di darsi aria da Mod, ha cercato nuovi orizzonti.
*Nell'ultimo mese ho speso 500 (e dico cinquecento) euro in vestiti, solo online. Mi sento atrocemente consumista.
*Ho un'insana passione per la musica cantautoriale francese; è una vergogna che non venga diffusa oltre il confine francese, e forse belga, perché la scena musicale francese sta vivendo veramente un periodo di nuovo splendore che andrebbe glorificato.
*In prima liceo ho fatto un manifesto commemorativo il 18 giugno per l'anniversario del suicidio di Ian Curtis, e l'ho appeso in atrio. Povera Scema.
*Trovo la signora Carla Bruni una splendida donna, e chanteause, era una delle mie modelle preferite, e la sua relazione con mister Sarko non ha cambiato le cose.
*Prima o poi mi ossigenerò i capelli, in un disperato tributo a Agyness Deyn.
*Amo la Francia e la Francia ama me.
*Anche se mi odierete per questo: io voglio le uniformi scolastiche obbligatorie per i licei, stile ivy league, grazie.
*Non sono una fanatica di serie televisive, ma "Ai confini della Realtà" è un capovaloro assoluto, anche meglio di Twin Peaks. Solamente il Doctor Who può competere.
*Soffro di una forma molto acuta di Aichmofobia, che spesso culmina in attacchi di panico. I manuali di psicologia accusano l'assenza di una figura paterna, interpretando l'ago come simbolo fallico.
*Soffro di Disturbi Ossessivi Compulsivi, accompagnati da nevrosi varie, la prima che mi viene in mente è quella riguardante il cibo: davanti ad una portata, mangio singolarmente tutti gli elementi di uno stesso tipo (esempio: in un minestrone, tutte le carote, tutte i piselli, ecc.), presi ad uno ad uno, e l'ordine in cui gli elementi vengono mangiati è dettato dalla scala cromatica ascendente (nel minestrone mangio prima le verdure bianche); *per mangiare una ciotola di cereali integrali (30 g), e latte scremato (100 ml), impiego un'ora e un quarto cronometrata. Inoltre, cerco di non mangiare mai fuori, perchè ho il terrore di non sapere cosa sto mangiando
*Le routine mi danno sicurezza. Almeno io lo ammetto.
*Odio svegliarmi quando qualcun'altro è già sveglio, per questo mi alzo ad orari assurdi (solitamente le 4,30 di mattina) anche se non devo fare niente.
*Notavo giorni fa che le pareti del mio angolo studio sono un pullulare di gente più o meno nuda, ma non per quello che pensate. Gran parte delle foto è un tributo a Hedi Slimane, nei confronti del quale ho un'adorazione mistica; i suoi ritratti di Kate Moss sono degli autentici capolavori, nonostante lei sia, appunto, Kate Moss. Le altre foto hanno origine diversa. Stanca delle domande su un mio presunto fidanzamento/matrimonio, appesi in camera un servizio fotografico con Lisa Cant, intitolato "Eccola Nuda!", da allora mia madre non chiede più niente (in realtà la fotografia di quel servizio è veramente meravigliosa, http://seidimoda.repubblica.it/fotovideo/archivio/2093141).
*Ho un iPod da 60 GB, pieno fino a 58,70 gb, ma in realtà ascolto sempre le stesse cose, salvo periodi di nevrosi.
*Non ho ascoltato un pezzo rock fino alla prima media, durante tutte le elementari ascoltavo solamente musica classica perchè ero fermamente convinta di diventare una gran direttrice d'orchestra; difatti i miei programmi preferiti di quel tempo erano i concerti e le opere liriche trasmesse dalla Rai, che guardavo sempre con passione, suscitando stupore negli adulti.
*Faccio colazione con una tazza di Armani e non me ne vergogno affatto, trovo il signor Giorgio un grande designer.
*Quando studio ho delle sottolineature mirate, giallo per generalmente importante, verde per fondamentale, rosso per "espressione da imparare a memoria letteralmente"; potrebbero sembrarvi inutili, ma la mia memoria fotografica non la pensa affatto così. Ho fatto delle prove in cui, mentre scrivevo, mi scorreva il foglio davanti agli occhi.
*In terza liceo ho pedinato il mio professore di filosofia, solo per la curiosità di sapere dove abitava; come copertura usavo la scusa di accompagnare un compagno a casa, perché, poverino, era basso e minuto, e potevano malmenarlo per strada.
*In camera ho un telefono a ruota anni '70 ancora funzionante che non so utilizzare, e che svolge pertanto l'unica funzione di soprammobile.
*Non abiterei a Roma, neanche se mi pagassero per farlo.
*Soffro di insonnia cronica, per questo pubblico i miei interventi ad orari assurdi.
*Ho seriamente la convinzione di essere una persona noiosa e irritante, per questo quando mi fanno dei complimenti resto sempre inebetita e penso che mi stiano prendendo in giro.
*Alle elementari dovetti fare delle analisi mediche approfondite per via di una polmonite acuta, io, non capendo niente della situazione, mi convinsi di star morendo, stilai un testamento e per circa una settimana ho detto addio a tutti piangendo, e lamentandomi di quanto mi sarebbero mancati.
*Sentendo le notizie al telegiornale della crisi dell'economia italiana, all'asilo decisi di assicurarmi un futuro sicuro e scegliere come mio futuro marito tal figlio del panettiere; i genitori parlarono con i miei, recriminando : "Certo che voi non perdete tempo!". Due settimane fa mia madre è passata nella loro panetteria, e lui ha chiesto ancora di me, se ero impegnata, e di passarlo a trovare.
*Ho un'inspiegabile passione per Mary-Kate Olsen, si veste malissimo, non fa niente a giornate, però ho sempre un occhio di riguardo per lei, probabilmente per un retaggio tele-infantile.
*Io e la fantascienza siamo di due pianeti differenti, ma santo cielo il Doctor Who è una serie fantastica (e per proprietà transitiva anche Torchwood)! David Tennant nel ruolo di protagonista è stata un'ottima scelta, non si vedeva un dottore così perfetto dai tempi di Tom Baker, anche se nemmeno Peter Davison mi dispiaceva. Inoltre è anche uno dei personaggi meglio vestiti del tubo catodico: averne di trentenni che fanno scuola agli scialbi indie kids odierni, averne!
*Se non avessi lasciato perdere in seconda liceo, sarei potuta diventare una grande matematica, nonostante questo, non rimpiango la mia scelta.
*Non capisco tutta questa frenesia assurda attorno Second life, è uno dei giochi più noiosi che abbia mai sperimentato...
*Odio festeggiare i miei compleanni, per motivi (relativamente) facilmente intuibili, e nessuno è stato in grado di convincermi del contrario, soprattutto considerando che nessuno ha mai provato, questo mi lascia molte, molte domande.
*Prima o poi riuscirò a fare una torta a forma di Tardis, è certo.
*Il mio nome in codice quando faccio qualcosa di cui non voglio essere scoperta è Queen B, chi sa da dove l'ho preso, mi disprezzerà.
*In seconda media sembravo George Harrison durante il periodo White Album, barba a parte, of course.
*Tutti insistono a chiamarmi sul cellulare, non sapendo che lo uso come soprammobile.Mi hanno anche regalato un blackberry (poteva esserci prova migliore di non conoscermi affatto?), io l'ho rivenduto su ebay; di soprammobile ne ho già uno.
*Ci sono solo due cose che permettono al rapporto tra me e i miei genitori di perdurare: lo Zoloft e le menzogne.
*Il più grande rimpianto della mia vita è di essermi ammalata nello stesso periodo di una persona a me vicina, ma troppo occupata di me stessa, non ho notato che stavamo affondando sulla stessa barca; adesso non so dove lei sia, una sua amica mi ha detto che le sue condizioni peggiorano, ed io non riesco a perdonarmi per la mia inaccortezza. Io sto continuando a lottare, e vorrei lo facessi anche tu.
*Aver fatto parte di un Collettivo per un paio di anni mi ha formata molto, adesso so che certe organizzazioni è meglio lasciarle perdere, non tanto per le organizzazioni in sè, quanto per i cliché che si nutrono al suo interno.
*Ho un muro votivo ad Anna Karina.
*Non sopporto il fanatismo sportivo...In realtà, l'unico sport per cui valga la pena fare del fanatismo è il badminton.
*La regina Vittoria era un probabile lupo mannaro, lo sapevate? A parte gli scherzi, è una cosa sospetta. La regina soffriva di emofilia (una malattia ereditaria che prevede un'insufficienza di coagulazione del sangue), ma nè la madre, nè il padre ne soffrivano. Essendo il primo caso noto di tale malattia, l'emofilia era considerata come un "morbo reale", ma sono state avanzate delle tesi sulla reale eziopatogenesi della malattia. A quanto pare anche il possibile amante della madre, non avrebbe alcun segno del morbo nel suo albero genealogico, e l'unica causa valida è una mutazione genetica di origini sconosciute. Attualmente, conservano traccia dell'emofilia dalla regina Vittoria, la regina Elisabetta II di Inghilterra e Amedeo di Savoia.
*Ho la netta certezza che mister Chiaravalloti non mi abbia a genio, probabilmente perchè non sono uomo, e perché non faccio di tutto per apparire trasandata, di quella trasandatezza intellectual-chic che lo caratterizza.
*Ad Agosto 2009 io sarò in Islanda, non chiedete come (di questo passo col Tardis).
*Tutte le mie passate fiamme non mi rivolgono più la parola. Dovrei farmi qualche domanda?
*Su Youtube gira un video della mia parodia di Hannah Montana, con tanto di parrucca bionda.
*I miei colleghi al giornale non hanno stima di me, ne sono certa. Se non fosse che scrivo mezzo giornale, non mi rivolgerebbero nemmeno la parola.
*Le aspettative degli altri nei miei confronti mi atterriscono, dato che ho già un bel da fare con le mie di aspettative.
*Da 3 anni ho un grande segreto di cui nessuno è a conoscenza, alle volte mi sembra di star uccidendo me stessa per custodire qualcosa più grande di me. Vorrei almeno dirlo alle due persone che ho di più care, ma sono certa che una volta saputo, sarebbero enormemente delusi dalla sottoscritta, perciò soffro in silenzio.
*In quarta liceo ho riempito il banco della scritta "Aiuto". Tutti pensavano all'ennesima mia nevrosi, nessuno mi ha presa sul serio. Non stavo affatto scherzando.
*Ho seri dubbi riguardo al mio futuro, non solo in campo lavorativo.
*I use to call myself the Tardis: I am bigger on the inside. Niente, mi piaceva la frase.
*Quando qualcuno dice qualcosa di spiacevole, io li ammonisco con "ogni volta che lo ripeti, dio riga un vinile dei Joy Division"
Provate a descrivere in parole sintetiche il suono di un maestoso corso d'acqua che si infrange lungo una cascata in un imponente anfratto di aspra roccia, frantumandosi in un tripudio di leggere schegge di luce dorata, che, impazzite, tracciano coreografie celestiali contro il blu profondo e innaturale di un cielo tanto intenso ed esteso da dare vertigine.
Se anche riusciste in questa impresa, non vi sareste nemmeno avvicinati a profilare con esattezza l'incandescente flusso emozionale della musica dei Sigur Ròs, in cui gli eterei paesaggi di natura incontaminata ispirati dalla loro madre terra, l'Islanda, incontrano i più oscuri e celati recessi di un animo umano abbandonato a tale magnificenza con le proprie angosce e debolezze più intime.
La voce di Jonsi, il cantante, giunge alle orecchie come un'eco sconosciuta e distante, impossibile da assimilare a qualcosa di ascoltato in precedenza, e sinuosamente riesce a farsi strada nell'ascoltatore, come già sapesse la sua meta, e su quali corde far leva; nel suo percorso interiore, l'eco viaggia su note soavi e al contempo ineffabili, quelle di arco di violoncello sfregato su una chitarra, di tasti che corrono in una leggiadra frenesia, rincorrendosi in una climax inarrestabile, resa memorabile da percussioni dirompenti che sembrano costantemente sul punto di esplodere, e da un basso ruvido e ardente.
Confesso una certa diffidenza, nell'aver pensato che tal perfezione melodica non potesse essere trasposta dal vivo, in modo da equiparare qualititivamente una registrazione in studio; purtroppo la mia lunga esperienza di concerti mi ha insegnato che troppo spesso la qualità musicale viene sacrificata durante le esibizioni in nome di una tanto conclamata spontaneità rock&roll, e sono veramente grata che questo non sia il caso dei Sigur Ròs.
Non poteva esservi ambientazione più suggestiva del Giardino di Boboli di Firenze, per ospitare le idilliache note del gruppo, dove gli interventi umani incontrano la natura incontaminata in una commistione di assoluto equilibrio e naturalezza, in cui gli uni completano ed integrano l'altra in una sorta di evocativo richiamo all'Età dell'Oro. Ma forse era qualcosa nell'aria che presagiva quanto sarebbe accaduto quella sera, perchè in quell'11 luglio 2008, tutta Firenze sembrava emanare quelle leggere schegge di luce dorata, di cui prima, la cordialità dei passanti, il sole ridente, gli stranieri presenti solo per il concerto, il coro di voci bianche in Piazza della Signoria, tutto sembrava narrare di loro.
Avida come non mai, mi reco ai cancelli alle dieci di mattina, nonostante i posti numerati, solo per tentare di afferrare qualche nota prima del tempo, assaggiare quello che dodici ore più tardi avrei chiamato il giorno migliore della mia vita. Ingenua e sognatrice come una ragazzina, non sapevo, invece, quanto quella avidità mi avrebbe portato lontano. Perchè come un'infezione, la loro musica aveva compenetrato l'aria fiorentina, ed i malati erano molti; la mia impazienza mi ha regalato conoscenze eccezionali che non avrei poturo stringere altrimenti, e che più tardi mi saranno molto utili, ed un impagabile primo incontro fatale con il tastierista Kjartan con famiglia al seguito.
lPer questo la giornata dell'11 luglio rimarrà sempre circondata da un'aurea di eccezionalità nei miei ricordi. Non solo perchè sono uno dei gruppi che più amo, capaci di comunicare uno spettro di emozioni amplissimo e complesso, ma perché dal vivo la potenza e l'intensità di quel fascio emozionale è decuplicato, ogni traccia è eseguita con la solerzia e la minuzia degne di perfezionisti, se non addirittura migliorata, portata a livelli qualitativi talmenti elevati da non sembrare umani. Le due ore del concerto trascorrono immerse in un'aurea eterea, in cui le migliaia di persone che ti circondano scompaiono in uno spazio indefinito, lasciandoti solo, con una musica tanto celestiale che sembra elevarti al cielo. Non importa il fatto che tu sia in terza fila, anzi in settima, dato che gli organizzatori hanno aggiunto quattro file all'ultimo momento, attirandosi l'odio di chi aveva prenotato mesi prima, per centoventi minuti, esistete solo tu e chi suona sul palco, e quando chi suona sul palco riesce a parlare al tuo cuore e alla tua mente in un silenzioso dialogo di soffuse immagini di terre lontane, che per un istante sembrano poter essere sfiorate se solo allunghi il braccio, di paesaggi gelidi, la cui visione ti infiamma, di una luce calda e potente che tutto avvolge e tutto rischiara, allora tutto avrà un senso, le parole inventate dell'hopelandic, i suoni bizzarri prodotti dall'arco di violino sulle corde della chitarra, le mille domande che ti affliggono, che hai trascinato con te fino alla terza fila, numero 54, troveranno risposta in quel fascio di luce esteso che ha reso la notte dell'undici luglio 2008, qualcosa di assolutamente unico e memorabile. Il tempo che le labbra assaporino il gusto salato delle lacrime che nemmeno ti accorgi di versare, perchè mai era capitato di commuoverti ad un concerti, e ti desti da quel sogno mistico quel tanto che basta per guardarsi attorno, cercare nuovamente un punto di riferimento che sappia dirti dove ti trovi, anche se tenti di scordarlo, e ti accorgi che il tuo viaggio, il complesso groviglio di emozioni che si è impadronito di te nelle scorse due ore, ha trascinato con sè ogni singolo essere vivente attorno, in una sorta di incantesimo collettivo in cui ognuno era solo nella contemplazione di quelle melodie extra-terrene, ma al contempo stringeva la mano al vicino, in un'unione pacifica ed esistenziale che ingenuamente speravo non si spezzasse mai.
E ancora non avevo assaporato quello che mi aspettava dopo.
Come una ragazzina con le foto dei Beatles sulla parete, avevo un'immagine di chi si celava dietro ai miei dischi preferiti, completamente distorta e quanto mai distante dalla realtà; come spesso accade con le persone che ammiriamo, e abbiamo idealizzato per anni, il momento migliore è quando le maschere che hai cucito loro addosso, quasi come fossero personaggi propri, alla fine crollano. Alcune svaniscono col tempo, rese grigie da una memoria stanca, altre si spezzano nel pieno della loro vitalità, ed è quello che è successo quella notte, quando, grazie ad una conoscenza fortuita dello stesso giorno, riesco ad avere i pass per il backstage ed incontrarli di persona. In primo luogo ho perpetuato ahimè quell'imbarazzante rito autografo-foto-complimenti a piovere, ma neanche il tempo di qualche smanceria da fan di lunga data, che vengo travolta con stupore dall'estrema semplicità e naturalezza di chi fino a pochi minuti prima, sembrava poter orchestrare ed avere il controllo sulle tue emozioni più intime, poter elevarti al cielo, come spingerti in un baratro profondo di disperazione. Le parole cordiali, la promessa di ripetere l'esperienza, hanno reso quella luce soffusa ed espansa, ancora più imperturbabile e preziosa, l'ho conservata con me durante tutto il corso di quella notte insonne, in cui per una volta non erano i miei demoni a non farmi dormire, ma il timore che al mio risveglio quei sogni sarebbero scomparsi, come le fatue illusioni del sonno che ci illudono e trastullano.
Al 15 Novembre, adesso la mia agenda reca scritto Sigur Ròs, le Zenith, Parigi; inseguo ancora quella luce, con un ronzio nelle orecchie.
(E' inutile che vi lamentiate che le foto sono sottoesposte, la cosa è voluta secondo la stessa logica della Lomografia o delle polaroid : "Certo che qualititivamente non sono granchè, ma sono brutte in un modo bello a vedersi")
Devo assentarmi fino al 12 (in verità fino all'undici, ma quel giorno ho i Sigur Ròs), nella mia assenza consigli per gli acquisti:
Letture:
I migliori libri che negli ultimi mesi sono sicuramente la "Trilogia della città di K." di Agota Kristof, tre episodi di ordinaria cruenza, una narrazione drammatica che non fa sconti, non tenta di alleviare con belle parole l'orrore della realtà attorno ai due gemelli protagonisti, abbandonati dalla madre durante la prima guerra mondiale ad un'infanzia di atroci conquiste.
In seguito " Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides, di cui molti di voi sicuramente conosceranno la trasposizione cinematografica di Sofia Coppola; devo ammettere di essermi avvicinata al romanzo con diffidenza, avendo visto prima il film e credendolo per tanto una mera ripetizione di quanto visto sullo schermo. Sono felice di essermi sbagliata, e non di poco. Lo stile narrativo di Eugenides è qualcosa di indescribile, un'aggettivazione pittoresca, estremamente evocatrice che passa in rassegna ogni dettaglio dell'aurea iridescente che avvolge le cinque sorelle protagoniste, cinque creature eteree ed incomprese, la cui purezza (per questo vergini) non fa che esaltare la discrepanza con una realtà di cartone, con sorrisi appesi a fili di marionette, e con emozioni ritagliate e colorate a dovere, così che le stesse protagoniste non diventino che un pretesto per gettare uno sguardo nitido e senza filtri sulla realtà americana di un piccolo paese di provincia di fine anni Settanta. Il film non riesce a trasporre se non in minima parte, tutto il carico di sofferenza, e di un'alienazione quasi irreale che circonda le ragazze, per questo vale la pena leggere il romanzo.
Vorrei inserire anche "L'essere e il nulla" di Sartre, ma ho il fermo timore che per i non "addetti ai lavori" (leggi, a chi la filosofia fa venire l'orticaria) sia un libro un pò ostico...
Visioni:
Uno dei film migliori che abbia visto quest'anno è una pellicola del 1968 (!), che avevo nominalmente consigliato anche nella colonna qui a fianco. Si tratta di un film che ho conosciuto per caso - poi dicono che History Channel non serva a niente - durante un documentario sulle patologie psichiatriche nel cinema.
E' stato il primo film a parlare esplicitamente di schizofrenia, e lo fece in un contesto non proprio ideale, come quello italiano che, in mezzo a tanti colossi del cinema mondiale, consacrava anche quella disgrazia intellettuale della Commedia All'Italiana, roba che giusto Tarantino - grande estimatore del genere- può rivalutare. Trattasi di "Diario di una Schizofrenica" di Nelo Risi, fratello del ben più celebre Dino - uno dei fondatori, l'ironia della sorte, della suddetta commedia all'italiana -, tratto dall'omonimo libro di Marguerite A. Sechehaye. Nonostante il titolo esplicativo, è bene specificare che la pellicola non si limita a ripercorrere la malattia della ragazza protagonista, ma tenta una missione impossibile in partenza, mettere luce sui meccanismi e le ragioni da cui essi si sono sviluppati della malata, la telecamera non si ritrae davanti alle crisi della protagonista, ma anzi indugia, sempre più vicino, quasi che inquadrandone le urla deliranti, e gli sguardi persi, questi possano acquistare un significato. Attraverso della realizzazione simbolica, scopriamo un mondo popolato da incubi, traumi nascosti in mele acerbe, scarpe bianche; il leitmotiv, tra l'altro citato nella stessa pellicola, è la visione rivoluzionaria che Freud offre nei riguardi di questa patologia, prima considerata alla stregua di follia insensata: "Questi malati sono distolti dalla realtà esteriore ed è per questo che su quella interiore ne sanno più di noi e possono rivelarci cose che senza il loro aiuto sarebbero rimaste impenetrabili“.
(Purtroppo il film è irreperibile, che io sappia, nei circuiti ufficiali, quindi traete le dovute conclusioni, io non incito nessuno ad atti illegali)
Ascolti:
Fatevelo dire, se non avete ascoltato "In rainbows" dei Radiohead, nell'ultimo anno, non avete ascoltato niente, perciò prendetene atto e rimediate.
Ma a parte questo, le ultime segnalazioni riguardano essenzialmente tre album:
Le sonorità ruvide e seducenti di "Midnight Boom" dei The Kills vi trascineranno indietro nel tempo - come ha mi suggerito qualcuno "ai tempi del rossetto sbaffato e del chiodo di seconda mano" -, ma non per questo l'album ripercorre quei cliché nostalgici assolutamente improduttivi che sono il punto forte di molte band adunate sotto l'etichetta "indie", ma anzi getta sul passato uno sguardo nuovo, portando i Velvet Undreground più rock, a fare un giro per i sobborghi newyorkesi con i Sonic Youth e PJ Harvey, con un'occhiolino al pop che non dispiace affatto.
Ben altre sonorità riguardano "The Seventh Tree" dei Goldfrapp, l'ultimo gruppo da cui aspettarsi un simile album. Dopo due album di electro-pop vagamente glitch, che partivano da Kate Bush e passavano per la Bjork più sincopata, e finache per Madonna, il duo ha rilasciato quest'anno un album profondamente intimista dai suoni lounge e cantautoriali, degni di Tori Amos o Joni Mitchell, i testi sono passati da un'ironia sprezzante sull'attualità ad una ricerca interiore complessa, e per lo più desolata. E' un album luminoso, ma di una luce diafana, ne illumina ogni traccia, cosicché al termine dell'ascolto ci troviamo disorientati, e con una nitida immagine di una landa desolata - di una Waste Land - impressa nell'inconscio.
Infine l'ultimo dei Sigur Ròs, ma è uscito da troppo poco, perchè possa scriverne qualcosa di sensato nel suo complesso.
Fotografia:
Se passate da Londra questa estate, non lasciatevi sfuggire -oltre che alla Tate Modern - la mostra dedicata a Tim Walker al Design Museum di SouthWark, è un'esperienza unica per ammirare dal vivo le opere di questo genio moderno della fotografia, che commistiona visioni fiabesche, bellezza eterea e surrealismo sfrenato.
Per gli altri è uscito a marzo in libreria una sua monografia veramente splendida intitolata semplicemente "Pictures".
UN'ALTRA GIOVINEZZA La gioventù inquieta nello sguardo di Sofia Coppola
Essere figlio, cioè essere portatore di uno sguardo, di un patrimonio. Entrare a far parte di un corpo che deriva da altri corpi. Essere figlio, cioè essere come un riflesso, un collegamento temporale, una conferma del passato, una testimonianza per il presente una speranza per il futuro.
Intravedere in ogni fotogramma le radici lontane di una poetica complessa, elaborata in anni di esperienza cinematografica, e contemporaneamente uno sguardo nuovo, giovane, ma non per questo ingenuo; uno sguardo che si scaglia senza riverberi su un mondo frenetico ed esagitato, seguendo con poetico candore l malinconica spensieratezza ed i dolori celati tipici della giovinezza di ogni epoca. Nonostante solo tre film all’attivo, Sofia Coppola (figlia e, come si è detto poc’anzi, erede di certe soluzioni espressive, del celeberrimo Francis Ford) ha già delineato un universo cinematografico autonomo e singolare, che muove dai temi cari al padre (indagine dei contesti sociali, dei tempi storici e di come si riflettono su chi li vive), ma che si evolve in un percorso indipendente e del tutto personale, entro il quale già possono esseri individuati delle situazioni ricorrenti, e dei leitmotives .
In primo luogo, il principale filo conduttore che unisce le sue opere: l’indagine della giovinezza, delle inquietudini e dei traumi che segnano l’esistenza di ragazzi all’apparenza distanti (per periodo storico, come per contesto sociale), ma legati intimamente da una disillusione di fondo, da un disincanto impresso nei loro sguardi vacui, da una stanchezza esistenziale atavica che si manifesta in ogni loro gesto, da un’incomunicabilità opprimente, che serra loro le labbra, ostacolandone le grida disperate di aiuto.
Così la cinepresa si avvicina alla tragica esistenza delle sorelle Lisbon (Il Giardino delle Vergini Suicide), all’ineluttabile alienazione di Charlotte (Lost in Traslation - l’amore tradotto), e alla solitudine taciuta della regnante Maria Antonietta di Francia (Marie Antoinette), in quel percorso che molti critici, forse con eccessiva frenesia classificatrice, hanno identificato con il nome “La trilogia della gioventù inquieta”.
Dopo gli esordi incerti come attrice ne “Il Padrino parte III”, per la regia del padre, nel ruolo di Mary Corleone, Sofia Coppola decide di tentare di approdare alla regia con un primo cortometraggio di quattordici minuti intitolato “Lick the Star” del 1998, che narra le vicende di un quartetto di ragazze, la cui capobanda muore a causa del suo piano di avvelenare i ragazzi della scuola. Tuttavia, il successo la consacrerà a regista culto delle nuove generazioni, solo l’anno seguente, nel 1999 con il lungometraggio “Il Giardino delle Vergini Suicide” (The Virgin Suicides), trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Jeffrey Eugenides (edito in Italia da Mondadori). . La pellicola riprende il tema dell’adolescenza e della sensibilità femminile, già nel cortometraggio di esordio, in una narrazione psicologica che mette in scena la vita di cinque sorelle destinate alla morte. Cinque sorelle, bellissime, irraggiungibili, nel pieno della loro meraviglia adolescenziale. Una famiglia borghese, apparentemente normale, ma soffocata da celato squallore e un silenzio soffocante, quello delle sorelle che non sembrano mai parlare tra di loro, se non per scambiarsi poche parole irrilevanti, e quello dei genitori, distanti e intransigenti. . Il loro segreto, invisibile agli occhi dei più e mai urlato neanche nel film, è una madre oppressiva ( Kathleen Turner), cattolica, impietosa verso quei corpi che vede cambiare senza poterli arginare, che vede animarsi spinti da un’energia vitale irrefrenabile. La prima ad andarsene è la piccola Cecilia. Tra le altre, il gioco sembra tutto condotto dall’irruente Lux, sensuale ed angelica fino all’inverosimile, travolta dalla scoperta di una sessualità che diventa disperatamente indispensabile, succube silenziosa di un amore materno che supera la follia . Il film, tutto girato in un’oscillazione continua tra reale e surreale, tra sacro e profano, tra commedia sentimentale e noir, trasmette il dramma del suicidio senza renderlo struggente, con un linguaggio visivo ovattato ma penetrante, giocando con visioni oniriche e brevi, impennate violente ma senza turbare mai lo spettatore. A scioccare è più l’atmosfera pesante che soffoca chi osserva, questa sensazione di freno, di piena interrotta bruscamente, di vitalità che non può fluire liberamente.
Sofia Coppola declinerà il suo personale paradigma della solitudine femminile attraverso l’impianto in contesti differenti, minimali come un matrimonio o massimali come la corte di Versailles. Ma c’è sempre un’anima femminile imprigionata in scena, che si tratti delle quattro mura della casa familiare, di un albergo di Tokyo come in “Lost in translation” (2003); I due protagonisti, un famoso attore di mezza età (Bill Murray) costretto a fare uno spot in Giappone per ovviare alla mancanza di lavoro nel suo Paese, e lei (Scarlett Johansson) una giovane appena laureata in filosofia che non sa cosa la vita possa offrirle e già stufa del suo matrimonio, entrambi soli in un luogo sconosciuto e in un ambiente freddo (un grande e lussuoso hotel), instaurano prima un’amicizia e poi un sentimento più forte nel giro di una settimana. La conclusione del film è quanto di meno banale possa esserci. Invece che dichiararsi amore eterno o dirsi addio per sempre i due si dicono qualcosa all’orecchio nella folla delle strade di Tokio, senza che noi riusciamo a sentirlo. L’incomunicabilità e la solitudine torneranno ad avere un ruolo centrale nella successiva pellicola della Coppolla, “Marie Antoinette” (2006). Il film affonda nel XVIII secolo per ridefinire non solo l'adolescenza, ma anche uno dei personaggi più discussi della storia di Francia. La sua teoria è semplice: come faceva una ragazzina di quattordici anni a sopportare tutte quelle pressioni? Come faceva a soddisfare un intero stato e a pensare alla prole? Una condizione temporale sospesa che si aggrava proprio con l'arrivo del principale obiettivo: fare figli. Un rapporto madre/figlio che fatica ad arrivare e che soprattutto sembra bloccare la crescita, lo sviluppo, la vitalità della ragazzina Maria Antonietta. Come in “Il giardino delle vergini suicide” è ancora una volta il contesto famigliare, la sua mancanza, o anche la sua estrema presenza, il nucleo da cui parte la riflessione di Sofia Coppola. “Marie Antoinette”, come si addice ad un episodio conclusivo di una sequenza artistica, rappresenta l’exploit della poetica dell’autrice, in cui ogni tema presente nella sua opera prima, arriva ad un culmine psicologico e tridimensionale: il matrimonio come prigione, l’incubo del passaggio dalle fantasie adolescenziali alle responsabilità adulte, la solitudine, l’incapacità di comunicare la propria condizione di stallo esistenziale, l’impossibilità di sposare i propri sogni, ed infine la cruda e spietata consapevolezza che portare nel presente i propri desideri equivale ad ucciderli.
Riemergo dalla Torre di Babele letteraria che sovrasta la mia scrivania e la mia esistenza, impedendomi di scrivere qualsiasi cosa di senso compiuto, per porre una questione di fondamentale importanza:
Chi va a vedere i Sigur Ròs l'11 di luglio a Firenze? E soprattutto, che posti avete?
Tutto è ignoto: un enigma, un inesplicabile mistero. Dubbio, incertezza, sospensione di giudizio appaiono l'unico risultato della nostra più accurata indagine
A noi due, David
Il primo estratto. Il titolo momentaneo è "Gli occhi al cielo", ma se avete suggerimenti migliori, sono ben accetti, anche sul testo.
I.
Ancora adesso, ogni qualvolta l’aria sembra poter trafiggere la pelle, come se fatta di impercettibili scaglie di vetro, mi basta socchiudere gli occhi, assaporare la fragranza di dolce asetticità di cui ogni cosa, attorno, è intinta, per richiamare alla memoria, con impensabile accuratezza, la prima volta che vidi la neve ricoprire Parigi.
Accadde durante il primo inverno che la famiglia Deleuze trascorreva nella capitale, in seguito alla promozione di mio padre a dirigente superiore della questura, che ci costrinse ad abbandonare la serenità fasulla, ma a poco prezzo, che solo una cittadina isolata come Cherbourg poteva garantire.
Era la vigilia di Natale del 1963, ed ogni cosa, dalle luci abbaglianti di sfarzose lampade dozzinali, all’incessante rumore di passi che sembravano rincorrersi lungo i corridoi di quella vecchia villa vittoriana, che dovetti presto imparare a considerare casa, era espressione dell’irrefrenabile frenesia e puntuale solerzia con cui mia madre si era premurata di definire e perfezionare ogni singolo dettaglio della cena natalizia in programma per la sera.
Le ore immediatamente antecedenti il grande evento mi erano insopportabili. Vestita di un vaporoso abito bianco e fin troppo belletto per i miei undici anni di età, mi trascinavo per le infinite stanze del casolare e con la suola delle scarpe nuove contro il pavimento lucidato per l’occasione, tentavo di riempire fragorosamente ogni frammento di quegli spazi vuoti, così da schermarmi dalle grida delle domestiche che mi richiamavano all’ordine.
“Signorina Olivia, così si imbratterà le vesti!” oppure “Signorina Olivia quella stanza è stata appena rassettata!”
Ogni loro richiamo mi appariva ridicolo, perché non riuscivano a comprendere che in mezzo a quel caos, io mi sentivo come regina di un’immensa casa di bambole.
Ma nel correre e volteggiare nei pressi del salone, qualcosa arrestò la mia danza. Da dietro i pesanti drappi vermigli che oscuravano le finestre, splendeva immacolato un severo volto d’avorio dai lineamenti sottili, su cui troneggiavano affusolati occhi marmorei, lievemente offuscati dal peso dell’abitudine, che seguivano ogni mio passo. Come spesso era già accaduto, quell’occhiata autoritaria e pesante riuscì a percuotermi il petto come un urto che fece crollare in pezzi la mia illusione di vetro.
“Sbagli, se credi che ti lascerò rovinare quello per cui ho sudato nelle scorse settimane” nello scandire con estrema chiarezza ogni sillaba, pareva che nemmeno muovesse le labbra, tanto era il rigore della sua espressione; “Seguimi, baderò io che tu non causi ulteriori danni.”
Come incantata da quella maschera, non seppi trovare parole sufficientemente convincenti per delle rimostranze, così, nel totale silenzio, mi limitai a seguire la figura esile ed imponente di mia madre, che lasciava la stanza con passo sicuro, senza il bisogno di voltarsi nuovamente indietro.
Quando hai vinto la battaglia con la coscienza, hai vinto la guerra con l'esistenza.
Una settimana a 1000 kilometri di distanza sono solo un diversivo per sfuggire da questo confronto. Queste sono le foto forse più inutili che abbia mai fatto, a tratti si vedono anche i fili e i rattoppi alle spalle della realtà.
Stratford
Purify the colours, purify my mind,
and spread the ashes of the colours
Over this heart of mine! (Arcade Fire - Nighborhood #1: Tunnels)
London loves
The way people just fall apart
London loves
The way we just don't stand a chance
London loves
A speeding heart (Blur - London Loves)
cigarettes and chocolate milk
these are just a couple of my cravings
everything it seems i like's a little bit stronger
a little bit thicker
a little bit harmful for me (Rufus Wainwright - cigarettes and chocolate milk)
Filthy tight, the dress is filthy
I'm falling flat and my arms are empty
Clear the way better get it out of this room
A falling woman in dancing costume (PJ Harvey - Dress)
Thistle Hotel
Here's room five four six Its enough to make you sick
Bridgets all wrapped up in foil
You wonder if
She can uncoil
(Nico - Chelsea Girls)
Romeo & Juliet:
Sing us a song
A song to keep us warm
There's such a chill
Such a chill.
You can laugh
A spineless laugh
We hope that your rules and wisdom choke you
Now we are one
In everlasting peace
(Radiohead - Exit music )
Warwick:
White light, White light goin' messin' up my mind
White light, and don't you know its gonna make me go blind
White heat, aww white heat it tickle me down to my toes
White light, Ooo have mercy while I'll have it goodness knows (The Velvet Underground - White light / White Heat)
We're gonna win the way that Mr. Churchill says
Oh! oh! oh! oh! oh! oh! Well Mr. Churchill says
We gotta hold up our chins
We gotta show some courage and some discipline
We gotta black up the windows and nail up the doors
And keep right on till the end of the war
(The Kinks -Mr. Churchill says)
Do you want to see the explosions in my eye?
Do you want to see the reflection of how we used to be?
Beauty lies in the eyes of anothers dreams
Beauty lies lost in anothers dream
It's coming coming down
Over me
(Sonic Youth - Beauty lies in the eyes)
You laugh at every joke
Drag your blanket blindly
Fill your heart with smoke
And the first thing that you want
Will be the last thing you'll ever need
(Wilco - How to fight loneliness)
Londra:
coming down from darkened heights. i taste the thames with my cycle lights
by saint paul's by big ben. by god's name, i repent.
but see. i will be gone by morning my dear london goodnight
forget me, i wash myself in your grey river light
(Patrick Wolf - London)
you left your home for good to stay,
while you built all your castles in the sun,
and I watched you knock them down,
each and every one.
(Them and Van Morrison - Friday's child)
God save the queen cos tourists are money
And our figurehead is not what she seems
Oh God save history God save your mad parade
Oh lord God have mercy all crimes are paid
When theres no future how can there be sin
Were the flowers in the dustbin
Were the poison in your human machine
Were the future your future
(Sex Pistols - God Save the Queen)
Who wants cafgans and all that
We don't need them now
Why should we accept the change
And buy clothes of today
Kids repel the change and
Bring back the street
Shops filled by whole nations
Carnaby Street
Carnaby Street
(The Jam - Carnaby Street)
Have you seen the old girl who walks to the streets of London, dirt in her hair and her clothes just in rags? She’s no time for talking, she just keeps right on walking, Carrying here home in two carrier bags (The Beatles - Streets of London)
I've stood in a thousand street scenes Just around the corner from you On the edge of a dream that you have Has anybody ever told you, it's not coming true? (The Kills - Black Balloon)
This is a modern world - this is the modern world What kind of a fool do you think I am? You think I know nothing of the modern world All my life has been the same Ive learned to live by hate and pain (The Jam - The Modern World)
Fell in love with a girl fell in love once and almost completely she's in love with the world but sometimes these feelings can be so misleading [...] Red hair with a curl mellow roll for the flavor and the eyes for peeping can't keep away from the girl (The White Stripes - Fell in love with a girl)
Legg upp í göngu Og tölti götuna Sé ekk(ert) út Og nota stjörnurnar Sit(ur) endalaust hún Og klifrar svo út.
Glósóli-leg hún Komdu út (Sigur Rós - Glósóli)
(S)He thinks (s)he is a flower to be looked at,
And when (s)he pulls (her)his frilly nylon panties right up tight,
(s)He feels a dedicated follower of fashion.
Theres one thing that (s)he loves and that is flattery.
One week (s)he's in polka-dots, the next week (s)he is in stripes.
cause (s)he's a dedicated follower of fashion.
(The Kinks - Dedicated follower of fashion)
I don't want to spend another day in this city.
I woke up thirsty, it's hard to go back you know.
Let's not fall back to sleep like we used to, do you remember?
I don't want to wake up knowing I don't have a future.
Impossible.
(Shout out Louds - Impossible)
(Riviste: Vogue UK. i-D CD: Pulp - Different Class. The Kills - Midnight Boom, di entrambi non avevo gli originali e mi dispiaceva... Vinile: Radiohead- Nude. Tè: Whittard of Chelsea ai frutti di bosco. Twinings ai petali di rosa. Chincaglieria: Tazza "Mind The Gap". Bicchiere Starbucks. Miniatura della cabina telefonica. DVD: Louise Malle- Au Revoir Les Enfants. Christophe Honoré- Dand Paris. Skins stagione 1)